giovedì 31 dicembre 2009



lasciaci tornare ai nostri temporali, curti ha i giorni tutti uguali.

martedì 29 dicembre 2009

2009, sei difficile.
Mi fa fatica viverti anche in questi tuoi ultimi due giorni.
Un po' ti voglio bene perchè mi hai fatto conoscere una persona speciale, un po' ti odio perchè questa persona non può darmi quello che voglio. [...]
Ah, e gli sms di gì e le infinite mail e gli abbracci virtuali.
Grazie.


vabè, tutto sommato, andiamo avanti.

lunedì 28 dicembre 2009

Il giorno nasce stanco
quando il mondo che ritrovi
è quello che hai lasciato
Ma ho decifrato le iscrizioni
Dicono
'Dimentica tutto ciò che svanisce
e segui solo ciò che rimane'
Il giorno nasce stanco
quando il mondo che ritrovi è quello che hai lasciato.

propositi per il nuovo anno:
. recuperare i soldi prestati.
. recuperare i pezzi di cuore lasciati in giro.
. mandare mio padre a lourdes.
Non c'è lo stato fisico adatto per dormire quindi tiriamo le somme di questi giorni:
3 post passati inosservati, 2 dei quali in circostanze diverse avrebbero scatenato una qualche discussione ed invece...
ed invece oggi Vincenzo ha detto una delle definizioni più calzanti della storia e ovviamente non la ricordo, però riguardava l'essere il personaggio della
chiusura dei cicli.giuro che se la ricordo ve la scrivo per bene.sta di fatto che una delle poche costanti della mia vita oltre l'essere sempre il primo degli esclusi nelle graduatorie è il 31 dicembre.il 31 dicembre io lo passo sempre allo stesso modo e nello stesso stato d'animo da che ho memoria. quale stato d'animo?!
parafrasando i green day:
wake me up when DECEMBER ends...e soprattutto quando quest' ironico incubo finisce.

domenica 27 dicembre 2009

ieri dente al circolo degli artisti.
questa è la canzone che dedico all'intero 2009, pieno di stupende illusioni che valgono più di mille schiaffi in faccia.

con questa ambientazione qui però:

sabato 26 dicembre 2009





“È Natale. Il giorno della pace in terra, del bambinello nella mangiatoia, della vita che cova la sua rinascita nel buio dell’inverno, dei bambini che aspettano i regali. Il giorno dell’anno con il più alto tasso di suicidi. Io questa cosa non l’avrei mai voluta sentire, perché se c’è una persona al mondo - un artista, intendo - che avrei voluto sapere in qualche modo felice era proprio Vic Chesnutt. Anche se sapevo che non era vero.
Eppure si poteva provare a pensare che quel talento straordinario, quel suo essere pieno di musica al punto che gli bastava aprire la bocca per farne sgorgare fiumi gli potesse bastare, lo potesse riempire. Pensare cazzo, Vic, sei bravo, no, non sei solo bravo, sei eccezionale. Quanta gente eccezionale c’è, al mondo? Poca. La maggior parte delle persone è mediocre, alcuni sono bravini, altri sono molto bravi, ma eccezionali? Gli eccezionali sono eccezionali, appunto, sono anomalie.
Chi si suicida non lo fa contro gli altri, lo fa per se stesso. Il suicidio è quello che succede quando la morte appare come un sollievo. È Natale, io non riuscivo ad andare a dormire senza dirle, queste cose che forse sono inutili. Tutti sperano che sopravviva, che ce la faccia senza danni, che si svegli dall’altra parte del tunnel e veda la luce che si era spenta. Come sia la vita per lui, in quello che noi chiamiamo “luce”, non è dato saperlo.”

Una libbra di carne e sangue”. Giulia su Stereogram


E chiedo scusa se sono diventato monotematico, ma è da ieri notte che non riesco a pensare ad altro. E questo post è stato scritto a caldo, molto a caldo.
Talmente a caldo che all’inizio mi vergognavo a diffondere il link.
Ma è bello. E sensato.
E vorrei averlo scritto io.

(via maisuccesso)

venerdì 25 dicembre 2009

ascolto QUESTA COSA QUI sperando di coprire il vomito che viene dall'altra stanza, mentre i lavavetri per i miei occhi sono in festa.
buon natale.

giovedì 24 dicembre 2009


come da tradizione.

forse è colpa del freddo e delle crepe nei vetri, degli spifferi di nebbia che ti entrano dentro, forse è colpa di questo maledetto inverno e di giorni lunghi come secoli. sarà forse che ho smesso di fumare, forse è colpa delle tue assenze o è solo colpa di questa mia strana abitudine: collezionare astinenze. saranno forse tutte queste stronzate, o forse è colpa di troppa tv, di micropolveri sempre più sottili e cattive o di altre nuove droghe alternative come la playstation, i reality, il natale coi suoi sprechi inutili; coi suoi stupidi regali come libri di psicologi, paraculi ospiti fissi di veri varietà e finti telegiornali. ma io cosa ne so dei problemi degli altri, delle tragedie che affliggono l'umanità cosa ne so dei cinesi, dei suicidi di massa, dei delfini che affogano dentro blocchi di plastica io che cosa ne so. forse è colpa di tutte quelle cose che fino da piccoli dobbiamo imparare, come le regole strane del vivere civile o di avere sempre qualcosa di sensato da dire, ma che cosa si può dire di un mondo irreale dove basta aprire a caso un qualche cazzo di giornale per restare senza più parole e senza più voglia di cambiare. forse è solo colpa mia, di questa sadica tristezza, di questa insana voglia di compassione con questa maschera di depressione. in questa lista di fantasiose ipotesi e di problemi su problemi alla fine è solamente la solita ricerca di un motivo originale divertente da cantare. E tu vuoi raccontarmi di catastrofi in tv, di giornali, opinionisti, ma che ne so dei tuoi problemi, di giovani alcolisti, di percentuali e schemi, di carceri affollate e di turni massacranti, la flessibilità, i reni che si spezzano, di miliardi sputtanati ogni anno in psicofarmaci, di embrioni sottovetro e ferendo boicottati, della fuga dei cervelli, della diserzione del mio, l'apertura dei bordelli dopo secoli d'oblio, oblio. ma che ne so dei tossici che aspettano negli angoli dosi di carità o i calci in culo di Muccioli, oblio. ma che cosa so dei treni dagli orari incomprensibili, di puttane pendolari e papponi invisibili, cosa so della paura di morire surgelati, della fame, degli stracci e di bambini abbandonati al guinzaglio in autostrada e di cani intelligenti che ritrovano il cammino verso casa e di stragi di astronauti nello spazio, dei cazzi in culo dei ministri, delle tette a tarda ora, dei tifosi neonazisti della lazio, dei colonialisti filantrofi, preti pedofili, di stragi di treni dagli autori indicibili, di papponi albanesi, di coltelli invisibili, di cani surgelati nello spazio.

buon natale.

mercoledì 23 dicembre 2009

Era di tardo pomeriggio. erano tutti allegri e moribondi. Però c’è stato il lieto fine, alla fine sono morti tutti.
"Le nuvole tornarono, ma se ne andarono subito, e dopo qualche giorno non tentarono neanche più di ritornare."
perdere gli appoggi e cadere nelle acque del mare troppo salate per i vari graffi che porti
probabilmente a breve avremo bisogno
di abbracci chilometrici per coprire i centimetri di distanza, ma era una cosa preventivata
come i giornali che di questo periodo parlano di spargimenti di sale e
di clima allegro, ma severo, rigido. ed i pensieri soffrono di
nottambulismo e io faccio loro compagnia.
e quando scendono in miniera il
canarino che
li accompagna è
già morto. brutto presagio, brutta metafora.
neve-r-ending (cit.)

martedì 22 dicembre 2009




[Flash 9 is required to listen to audio.]















tre canzoni per affrontare al meglio questo periodo natalizio.


Si può fare un sondaggio sui dischi della decade e trovare questo come risultato?


Si possono copiare interi discorsi altrui se li si ritengono "come propri"?
forse sì:
Ci si può fidanzare a 98 anni? Probabilmente no, ma a tutti piace pensarlo. L'amore così vicino alla morte, il cuore in bilico su un asta che pian piano ti si pianta nei ventricoli. Un po' come averne 20, di anni. La paura di perdere tutto per colpa di una parolaccia, per una piuma troppo pesante posata sullo stomaco. La voce trema e nella sua fragilità scopri una bellezza unica che non vedrai mai più. Forse da vecchio.

Si può essere talentuosi e almeno considerati in questo paese?
forse sì:
testimonianza


da un po' di tempo, quanto non si sa avrei bisogno di un'eclissi immensa che cancelli con l'oscurità la faccia di una donna quando è persa

lunedì 21 dicembre 2009

2009 italiano


che cosa vuoi che dica? di cosa vuoi che parli?

di come è facile andare quando non sai guidare...
di come è grande il mare quando non sai nuotare
di come navigare a rallentatore,
di come è triste il natale..

potrei raccontarti il mio primo giorno di scuola, il grembiule, il cestino, mia madre, le foto davanti all'aiuola. le giornate passate a giocare in un mondo inventato... le ginocchia sbucciate, il pallone bucato da un vicino incazzato... potrei raccontarti dei mie inverni a guardia piemontese, mentre la gente si faceva le canne, io frequentavo le chiese. perché la mia non è una vita speciale e molto spesso me la devo inventare, perché la mia non è una vita speciale ed è per questo che la voglio cantare. potrei raccontarti di quando stavo con quella tipa di torino, di quel cretino che infilava le carte nella marmitta del mio motorino e potrei raccontarti della mia prima storia di sesso, della mia andatura imperfetta della sua mano che andava troppo di fretta e potrei raccontarti... se solo mi ricordassi, ma nel mio mazzo di carte ho troppe figure e pochissimi assi. perché la mia non è una vita speciale e molto spesso me la devo inventare, perché la mia è una vita normale e per questo la voglio cantare.

domenica 20 dicembre 2009

nanà - brunori sas
Post inutile, l’ennesimo. senza pretese, aperto con la sola ed umile speranza di riuscire a conciliare il sonno (il mio). assisto a scene che non hanno alcuna logica e sorrido isterico. poi arriva un ukulele, non mio, e tutto migliora.

venerdì 18 dicembre 2009

if you were the winter, I know I'd be the snow
just as long as you were with me, when the cold winds blow



E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai


“Sarebbe bello ricordarsi anche di chi non ci lascia vistose cicatrici.”

giovedì 17 dicembre 2009

E' stata una questione di combinazioni una serie di gesti sfortunati che non mi hanno mai visto vincere ultimamente. Che sto bene quasi solo quando dormo e dormo sempre troppo poco. E tipo leggo la delusione un po' sul volto di tutti e mi sembra di andare indietro anche se so che andare indietro non si può. Ed infatti scrivo post con parole non mie, quasi come se non le ritenessi più degne e poi lo spiego anche... vabè.

mercoledì 16 dicembre 2009



«Mais, si tu m’apprivoises, nous aurons besoin l’un de l’autre.»
«Al suono ipnotico della lavatrice / lavo le macchie / curo le ferite / trasformo il dolore in cicatrice»


io non c'ero, ma c'ero più del 95% dei presenti.
i sogni di mia madre annunciati al risveglio mi creano delle ansie planetarie.

martedì 15 dicembre 2009

mentre aspetto che il latte si faccia un po' caldo mi viene da pensare ad una cosa secondo me ovvia e per questo degna di essere scritta in 2.20 minuti:
non dovresti sentirti unico/a perché qualcun'altro/a ti fa sentire in quel modo, dovresti sentirti unico/a a prescindere, perché realmente lo sei e non dipendere così da nessuno, ché ogni dipendenza è un male, in un modo o nell'altro...come dire:
ogni scelta è una
rinuncia

lunedì 14 dicembre 2009

canta che ti passa


torneranno anche le parole...



fare/fatto/fare/fatto/fare/fatto.
*da leggersi con l'intonazione di Giovanni Mucciaccia

qui l'occorrente.

domenica 13 dicembre 2009

Se vi è una leggenda musicale nata nei nostri anni, è quella di Glenn Gould.



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è colpa mia se a volte ho mille incantevoli sogni che sognano con la tua testa?

sabato 12 dicembre 2009



non dovresti spiegarti, dovresti lasciarti capire.
che con te non devo essere niente.

scritto cianfrusaglie qua:
1
2
3

giovedì 10 dicembre 2009

l'ultima frontiera della coniugazione della parola noi è quella che sto sperimentando negli ultimi due giorni. noi, io e te; noi, tu e ...
che se mi affaccio dal balcone vedo il cortile e subito dopo inizia a piovere. e nel resto dei rapporti umani sono uno schifo. decisamente indeciso tra lo stare fermo e lo stare via

mercoledì 9 dicembre 2009

Le nostre "partite" a tennis con tuna che ci rubava la palla appena la lanciavo; e i giri in bici, tutti i giorni alle elementari al ritorno da scuola; e le scuole medie e io che mi vergognavo e tu che prendevi lo zaino e poi te ne andavi e ora te ne sei andato, niente più partite, niente più insulti a quel portiere che per te è sempre stato un po' cieco, niente più tombole con i numeri all'americana. e te ne sei andato proprio come avevi provato negli ultimi mesi, senza barba e con le braccia raccolte; e ci avevi promesso un Natale diverso e hai mantenuto anche l'ultima promessa. e dovresti vedere shack, una moltitudine di persone e nemmeno un "bau" un accenno di morso. e gli occhi bassi e lucidi. e abbasso le saracinesche.

... e ce ne siamo andati un po' tutti, "compare mio", ma soprattutto tu. ci vediamo.

lunedì 7 dicembre 2009

Sono cambiate alcune varianti e quindi rieccomi qui. guardandomi attorno sono sempre più convinto che il genere maschile più che interessarsi al body building dovrebbe interessarsi al baby building. E ti abbrraccio fino a stritolarti per niente e quando dico frasi naturali per me osservo chi ho davanti perdersi e guardarmi attentamente, con la convinzione che stia biecamente cercando di impressionarti.e alterno il tu al generico perché come quel tale parto dal caso particolare per arrivare al generale. E reinvento canzoni lacrimogene con temi che renderebbero orgoglioso Freud. E ieri "servivo" secondo l'accezione positiva del termine e sono riuscito. che mi piacerebbe giocare coi pensieri come fossero mattoncini lego, incastrarli, dare loro una forma diversa, adattarli insomma. E camminare tra le luci natalizie ti rende solo più visibile ai loro occhi e mentre tu sei triste per gli alberi che giorno dopo giorno vengono a mancare ammiriamo la vetrina del nuovo negozio. Che odio il negozio, il nec otium onestamente proprio non mi va giù in questo periodo.

sabato 5 dicembre 2009

parole abbandonate per voi. c'è un giro di piano in sottofondo...
concordia è lo stato d'animo di questo post. concordia come a memoria. concordia ovvero cum cordis, col cuore; a memoria cioè by heart, col cuore. e finiranno col cacciarmi dai vari film di cui faccio parte e va bene così. che non dovrebbe esserci alcun no b day ché è l'oggetto in se un'anomalia. ma le anomalie sono ormai così tante che finiscono per non meritarsi più quel nome. e allora la chiamiamo normalità. anche io la chiamo così, ma solo perché sono fissato con la grammatica e allora ecco che riparte il discorso di cui sopra. non possiamo chiamare le cose con un altro nome solo per sedarci. e i pensieri sono ormai realmente troppi, finiranno per avermi in usucapione. di certi film conosci il finale sin dalla sigla e se ti piace sei convinto sia il tuo di film, poi scorrono i titoli di coda e ti sorprendi. ecco, sorpresa...
c'è un giro di piano in sottofondo e anche se non fosse per voi questo post, lo avrei fatto uguale.
per un po', nulla.
concordia.

siediti qui, parliamo e se poi se poi si spegne tutto e rimaniamo lì a guardarci mentre ci accendiamo il fuoco per tener lontano i lupi anche se nemmeno sai come son fatti e se poi se poi si spegne tutto come faremo a controllarci a capire se siam grassi sarà solo un ammalarsi asciugarsi e curarsi coi salassi e se poi se poi si spegne tutto e rimaniamo lì a guardarci come chi si accende un fuoco per tener lontano i lupi anche se nemmeno sai come son fatti se poi se poi si spegne tutto non riusciranno più a contarci a dividerci per classi verrà il tempo di riunirsi annullarsi e sentirsi come gli altri.

venerdì 4 dicembre 2009


vedrai che scopriremo delle altre americhe per te.
qui, dell'amore.

mercoledì 2 dicembre 2009



dopo un pensiero allegro me ne viene sempre fuori uno lacrimogeno. e penso alle mie corde vocali e alla fatica che fanno a fare queste dichiarazioni da film melodrammatico statunitense. stavo pensando che uno dei tuoi difetti migliori è che dai
del tu a tutti e non te ne rendi conto. tu che sei fondamentalmente una maniaca gentile.